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Abbiamo ricevuto per conto della Cantina Terre d'Oltrepò di Broni la notizia che il Presidente Andrea Giorgi ha voluto sintetizzare e che pubblichiamo volentieri:

Il Presidente Andrea Giorgi prende le distanze dall'operato svolto nell'ultimo anno dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese ed in particolare non condivide la gestione dell'attuale presidente Luigi Gatti



Il presidente di Terre d’Oltrepò, Andrea Giorgi, boccia senza giri di parole la gestione dell’ultimo anno del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese. Una presa di posizione che si basa su alcune situazioni che si sono venute a creare con la presidenza di Luigi Gatti che hanno portato Giorgi, per divergenze sull’operato, ad abbandonare l’ultimo consiglio di amministrazione.
“Ci sono aspetti estremamente positivi come l’assunzione del direttore Veronese – spiega il numero uno del colosso vitivinicolo oltrepadano - Altri invece non sono concepibili. Ad esempio l’immobilismo presidenziale nell’affrontare questioni organizzative: non è tollerabile, come non è comprensibile, la chiusura rispetto all’aiuto che possono dare gli altri consiglieri e soprattutto i vicepresidenti. Per non parlare delle mancate risposte ai consiglieri o i silenzi su questioni che sono state sollevate. In questo contesto non è possibile lavorare e per questo motivo, mio malgrado, sono stato costretto a lasciare anzitempo l’ultimo consiglio. Proprio per questo spero che la consapevolezza e la responsabilità di tutti i consiglieri e dei produttori associati ponga fine ad una situazione surreale che da troppi anni si protrae. Dico tutto questo per il bene del nostro territorio. Per troppo tempo Terre d’Oltrepò è stato il facile capro espiatorio, ora gli altri dimostrino di assumersi le proprie responsabilità”.
Il presidente di Terre d’Oltrepò entra ancor più nel dettaglio delle situazioni contestate al presidente Gatti. “In questo anno la nostra cantina cooperativistica all’interno del consiglio – spiega - ha dato il proprio apporto in merito a decisioni importanti quali l’allargamento del numero dei consiglieri, le azioni per ripulire la gestione da precedenti ed incomprensibili decisioni che hanno minato credibilità e funzionamento del consorzio stesso. Oggi viene richiesto un ulteriore sforzo all’ente, non ci tiriamo indietro ma con delle doverose precisazioni. La riforma del diritto di voto all’interno dei consorzi è una giusta richiesta ma occorre puntualizzare che nel consorzio la nostra cantina non detiene assolutamente la maggioranza assoluta. Anzi, il voto risulta molto distribuito e diffuso. I problemi sbandierati negli ultimi mesi sorgono solamente per la mancata partecipazione dei soci alle assemblee. È infatti usuale, in Oltrepò, blaterare fuori e poi fuggire davanti alle scelte e alla responsabilità. Comunque se una riforma del voto in consorzio può servire, noi non ci tiriamo assolutamente indietro. Tutto questo per il bene di un territorio e per il bene dei produttori. Detto questo non possiamo partecipare e condividere alcune delle scelte operate nella gestione perpetrata in questo anno”

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L'emozione di conoscere persone vere !


E’ sempre un’emozione tornare in Sicilia, e ancora di più quando ritrovi vecchi amici che ti portano in Cantina per farti assaggiare i loro vini. Stiamo parlando di Tenute Cuffaro e di Rosario Cuffaro, produttore fac-totum dell’Azienda che ti presenta i suoi pezzi da novanta e ti senti così coinvolto che la degustazione diventa magia, con l’incontro dei sensi, dei profumi di cantina e di vino. Vedere il grappolo di uva appena raccolto in vigna e di fianco la bottiglia del vino realizzata. Il garbo con la quale Rosario ti racconta dei suoi vini creati da uve autoctone, quasi geloso del suo territorio, e si inorgoglisce quando gli parli di come vien fuori la tipicità da tutti i suoi vini. E’ soprattutto per queste emozioni che amo il mio lavoro, che mi permette di conoscere persone vere come Rosario Cuffaro e i suoi vini. 

Parliamo ad esempio dei suoi bianchi: 

Catarratto 2018 Giovanni Doc 12,5% Vol. 

Anche se giovane, il vino è generoso alla beva, i profumi vigorosi contrastano con il fruttato netto di pesca bianca e di una leggera spezia al pepe bianco. Poi il sorso netto, fresco, importante e generoso. Anche qui trovo una bella sapidità che mi porta ad un finale lungo che esprime l'importanza di un vino che si farà col tempo



Catarratto Doc 2016 Giovanni - 13% Vol. 

Ciò che fa di un vino un grande vino è soprattutto il territorio e poi la passione che trovi dentro ad ogni bottiglia. 

Il Catarratto 2016 perde quelle note di fiori bianchi e quelle nuance di gioventù per regalare al sorso profumi di frutti più maturi, l’evoluzione rende importante il vino e l’acidità rende ricca la beva, la piacevole sapidità ti porta ad un finale lungo che entusiasma 







Inzolia Doc Euphrasia 2018 - 12,5% Vol    

Ha nel sorso grandi capacità, emergono soprattutto l’erba appena tagliata e la pesca bianca. Una freschezza nella beva molto importante, esattamente come la sapidità quasi salina. Un bel finale che impone un secondo sorso. 




Rosato di Nero d’Avola Doc Lilianne 2018 - 13,5% Vol. 

Il colore è un Rosa Salmone Intenso, il naso regala un bouquet di rose e frutti rossi tra cui la ciliegia e le fragole. Il sorso è ampio, leggeri i tannini con una nota speziata e mediterranea. Il finale è piacevolmente sapido 


E poi dei Rossi:



Nero d’Avola ‘Saru Doc 2016 - 14% Vol. 

Inebriato dai profumi di amarena e prugna matura, mi regalo un sorso intenso, ricco. Poi sulle labbra mi ritrovo una sensazione di spezia, un pepe nero docile come il tannino che ritrovo insieme alla piena sapidità. Un finale lungo che ti lascia la sensazione di amarena in bocca. 







Nero d’Avola Filippo II Doc Sicilia 2016 - 14% Vol.

Colpisce il sorso carico di sensazioni e profumi, dapprima la ciliegia matura, poi sempre quello speziato di pepe nero, la finezza in un sorso elegante, i tannini setosi sul palato, poi quasi salino e nel finale un retrogusto di frutta rossa che richiede un sorso supplementare. 




Complimenti a Rosario Cuffaro e a tutta la sua Famiglia per aver creato un’Azienda viva, con uve sane e vigneti seguiti con cura e passione, per arrivare ad ottenere vini di qualità. 






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Italia in Rosa, 12esima edizione 
con numeri da record 

La Penisola dei vini rosa rialza la testa: dal 7 al 9 giugno a Moniga del Garda (BS) torna “Italia in Rosa”, la prima e più importante vetrina nazionale dedicata alla “terza via” del buon bere all’italiana, che giunge al capitolo della dodicesima edizione vantando numeri sempre più rappresentativi. Ben 191 le cantine che quest’anno si preparano a sbarcare al Castello di Moniga, per un grande banco d’assaggio che metterà in scena circa 261 etichette “rosa” provenienti da ogni angolo d’Italia raggruppate in 82 postazioni. 

In pole position i territori di Rosautoctono, il nuovo Istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano nato a Roma il 26 marzo dalla partnership tra Valtènesi ed altri cinque consorzi di tutela di grandi rosati Doc italiani da uve autoctone (Chiaretto di Bardolino, Cerasuolo d’Abruzzo, Castel Del Monte, Salice Salentino e Cirò). Un organismo che terrà proprio a Moniga il primo Cda della sua storia, la cui costituzione ha consentito di allargare la platea della manifestazione alle zone più vocate, senza trascurare le produzioni più significative di altre zone d’Italia: In pole position quindi Puglia, Abruzzo, Veneto, Lombardia, ma anche la Sicilia che in questa edizione sarà rappresentata ai massimi livelli dal Consorzio Etna Doc. Fra gli ospiti anche Degusto Salento, i Vignaioli Veneti, Fivi Toscana e l’associazione Rosae Maris. 

Nello splendido Castello vista lago di Moniga l’appuntamento per il pubblico, arricchito da degustazioni guidate ad ingresso gratuito (da prenotare a info@italiainrosa.it), area food con tipicità del territorio come i magnifici formaggi del caseificio Alpe del Garda di Tremosine ed altri momenti di approfondimento sensoriale: apertura dalle 17.30 alle 23, ticket 15 euro più 3 euro di cauzione per sacca e bicchiere con degustazioni illimitate, biglietto acquistabile anche online con cassa riservata per il ritiro del bicchiere e pagamento cauzione. Casse chiuse alle 21.30: in ognuna delle tre giornate non verrà superato il limite massimo dei 2000 accessi, ed anche per questo la prevendita è consigliata per assicurarsi l’entrata. 

Poco distante, Villa Galnica di Puegnago, sede del Consorzio Valtènesi, ospiterà il consueto appuntamento di approfondimento tecnico sul mondo dei vini rosa in programma per la mattina di sabato 8 alle 10: il convegno prevede una prima parte dedicata a Rosautoctono, durante la quale i protagonisti dei sei consorzi presenteranno i primi programmi del neonato istituto. A seguire la presentazione dei dati relativi ai cinque anni di ricerca sulla caratterizzazione del Valtènesi efettuati in collaborazione con il Centre du Rosé di Vidauban in Francia, il più importante centro di ricerca sui vini rosa esistente al mondo: un’analisi dettagliata non solo olfattiva ma chimico fisica per capire il profilo sensoriale del prodotto locale ed elaborare un pensiero rosa sulla scorta di un progetto di grande utilità anche per le altre realtà produttive del comparto.



Tutti i dettagli e gli aggiornamenti in tempo reale sul sito www.italiainrosa.it.






Il Riesling in Valcamonica
Una bella realtà quella di Enrico Angeli 
dell’Azienda Concarena di Capodiponte

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Ci siamo trovati in un folto gruppo di professionisti e amanti del vino, competenti e con la voglia di confronto su uno dei vitigni più carico di energia, chiacchierato e sicuramente amato negli anni, il Riesling.
Siamo a Capodiponte Alta Valle Camonica, l’Azienda Concarena è nata per convinzione di Enrico Angeli sulla spinta del papà Angelo che ha sempre creduto in quel territorio e nelle sue uve.

 Molti sanno del mio coinvolgimento al Concorso Mondiale dei vini d'Alsazia dove ogni anno ci troviamo di fronte a Riesling provenienti da ogni parte del mondo, e proprio per questo mi sento di dire quanto siano importanti il territorio, le lavorazioni in Cantina, ma soprattutto quanto influisca la filosofia del produttore.

Enrico Angeli nel 2008 coltiva le prime uve dedicate al Marzemino e al Riesling, la prima vendemmia nel 2012 con il Rosso già segnalato come uno dei vini da consegnare alla memoria e poi la sfida, la ricerca e lo studio per un Riesling da medaglia.
E così arriva la nostra verticale con le annate 2016 - 2015 poi la 2014 la 2013 e la prima nata, la 2012.
Enrico ci racconta alcune considerazioni come ad esempio l’aver imparato, dal 2017 a gestire le condizioni climatiche estreme di fine maturazione. Con grandi escursioni termiche, dove le minime sono inferiori ai 10 gradi di notte (6 mediamente la mattina) e vento di giorno in modo da poter raccogliere dai nostri vigneti una percentuale di uva colpita da botritys cinerea, la famosa muffa nobile che si concentra e impreziosisce il frutto. Inoltre ci svela una scommessa quella con lo Chardonnay ed il Pinot Nero, e scopriremo – dice - se climi freschi come il nostro e terreni calcarei potranno davvero fare la differenza, ma ne riparleremo tra qualche anno.

Le Degustazioni

Riesling “Videt” 2016 - Grande acidità, fruttato con piacevoli note floreali, emerge la gioventù e l’eleganza, la vivacità e mineralità. Bel finale lungo. Abbinato a questo vino le note dei violini suonati da Chiara Del Simone e Chiara Geronimmi e il Boccherini con  il suo “Presto Assai”

Riesling “Videt” 2015 - Naso pulito, fresco e molto profumato, fiori gialli. In bocca è incisivo, una bella acidità con note di un leggero idrocarburo, finale lungo. In abbinamento W. Amadeus Mozart dal Don Giovanni “La ci darem la man”
Riesling “Videt” 2014 - Anche se l’annata è stata segnata della pioggia, la vendemmia è stata importante come il vino in degustazione, con un naso delicato, una buona acidità, la bocca pulita e alte note di finezza. L’abbinamento con ottimo “Ragtime” V.D.

Riesling “Videt” 2013 – In bocca ricorda il 2015, una grande evoluzione, ricco al naso e in bocca quasi grasso, intenso, con la musica che lo accompagna, il naso rimane lungo come il sorso ! Finale carico di armonia, ottima sapidità che nel finale diventa quasi salino. Abbinato Bela Bartok “Danze Rumene”

Riesling “Videt” 2012 – Naso pungente e corpo sorretto ancora da una piacevole acidità, nel sorso ricordi di mare, incisivo e salino al palato, qui si sentono gli anni, il finale da l’dea di salmastro e minerale ! In abbinamento una “Suite per due violini” V.D.

E’ stata un’ottima degustazione, dove abbiamo assaggiato la storia della Cantina con le diversità tra le annate e le vendemmie. Magnifica anche la location a due passi dall’azienda che con le sue mura perimetrali che facevano da sostegno all’arco di confine per entrare in aperta campagna. Il consiglio è di degustare i vini di Enrico Angeli e di rimanere un paio di giorni a Casa Visnenza da lì sarete già pronti per un salto nella preistoria con la scoperta delle incisioni rupestri.

www.cantinaconcarena.it











La Fiera del Vino di Polpenazze celebra 70 edizioni nel ponte del  2 giugno




Sul Lago di Garda è partito il conto alla rovescia per la Fiera del vino Valtènesi-Riviera del Garda Classico Doc di Polpenazze (Bs), la più longeva rassegna enogastronomica gardesana pronta a tagliare il nastro della 70esima edizione con il patrocinio del Ministero per le Politiche Agricole. L’appuntamento è fissato in via eccezionale dal 31 maggio al 3 giugno, nel ponte della Festa della Repubblica: la coincidenza con l’election day del 26-5 ha infatti reso necessario lo spostamento della storica manifestazione, che per tradizione si tiene di solito nell’ultimo weekend di maggio.

“E’ la prima delle numerose novità con le quali vogliamo celebrare questo prestigioso anniversario – racconta il coordinatore Massimo Corazza -. Per la nostra comunità è motivo di orgoglio essere arrivati ad un traguardo così importante: sono poche le Fiere che possono vantare una storia così lunga ed articolata, partita dal Dopoguerra per arrivare fino ad oggi con un successo in costante crescita”. Da qui la decisione di festeggiare con quattro giorni di eventi, degustazioni, assaggi nel centro storico medieevale di Polpenazze, balcone naturale dal quale si può godere una vista mozzafiato su vigneti ed uliveti della Valtènesi. Qui troveranno spazio gli stand delle cantine ospiti, con uno spazio riservato all’ormai classico Borgo Bio, dedicato esclusivamente alle ormai sempre più numerose aziende biologiche del comprensorio.

L’ingresso in fiera sarà libero, ma per le degustazioni dei vini presentati dai produttori sarà come sempre necessario munirsi di sacca e bicchiere, che anche quest’anno a causa di nuove normative legate alla sicurezza negli eventi di piazza non potrà più essere di vetro: l’amministrazione di Polpenazze ha quinti optato per un innovativo calice “Bio Based”, ovvero realizzato con una speciale bioplastica ricavata da biomassa vegetale, quindi derivante da fonte rinnovabile. Perfettamente simile ad un classico calice da degustazione, è riutilizzabile o comunque 100% riciclabile, e garantisce riduzione delle emissioni di CO2 e dell’impatto ambientale.

L’adozione di questo bicchiere, scelta importante per Comune che ha raggiunto livelli record nella raccolta differenziata dei rifiuti, ha comportato un sensibile aumento di spesa per gli organizzatori ma il costo al pubblico rimarrà come lo scorso anno fissato a 6 euro, cui sarà necessario sommare 1,50 euro per ogni degustazione agli stand. “E’ il nostro primo regalo del 70esimo al pubblico che da anni ci segue con tanto entusiasmo – spiega Corazza -. Inoltre all’acquisto di ogni bicchiere i visitatori riceveranno gratuitamente anche uno speciale gadget della Fiera, e per celebrare degnamente l’anniversario sarà anche disponibile per l’acquisto la t-shirt ufficiale dell’edizione 2019”.

Altra grande novità sarà l’ampliamento del parco fiera a via della Parola con un’area street food in cui troveranno spazio numerosi truck con produzioni locali e specialità da varie regioni italiane. Una tensostruttura garantirà un maggior numero di posti al coperto nell’area ristorante dedicata al classico Spiedo Bresciano, un must della fiera, e nell’area paninoteca. Centrale sarà infine come sempre il concorso enologico nazionale della Doc Riviera del Garda Classico-Valtènesi. Momenti di spettacolo, musica dal vivo, mostre e la possibilità di escursioni in mongolfiera (salita e discesa, gratis per i bambini) arricchiranno il cartellone dell’evento, che si chiuderà come sempre con un grande spettacolo pirotecnico.

Comune di Polpenazze del Garda
Fiera del Vino Valtènesi- Riviera del Garda Classico Doc
70esima Edizione, 31 maggio /1-2-3 giugno 2019












La Versa - Viticoltori dal 1905


TESTAROSSA 2015, L’ANTEPRIMA AL THE WESTIN PALACE DI MILANO

Sarà affidata a Edoardo Raspelli la presentazione in anteprima della cuvée Testarossa 2015, top di gamma della Cantina La Versa di Santa Maria della Versa Pavia. Al noto gastronomo e personaggio televisivo andrà il compito di alzare il sipario sul prestigioso millesimato Oltrepadano, nel talk in programma per le ore 16:45 di venerdì 29 marzo, presso la Sala Sforzesca del The Westin Palace di piazza Repubblica 20 a Milano.

L’incontro pomeridiano verrà preceduto, alle 10:30, da una conferenza riservata agli operatori della stampa locale, nazionale e di settore.

Testarossa, dal 1989 sinonimo di eleganza e distinzione, sarà di certo tra i prossimi protagonisti del Vinitaly. L’evento di venerdì 29 marzo vuole proprio anticipare, attraverso la viva voce dei vertici di La Versa, i contenuti che verranno messi in campo nell’appuntamento di Verona.

Realizzato con Pinot Nero in purezza, con presa di spuma secondo i dettami del Metodo Classico, Testarossa nasce da vigneti vocati a dare basi spumante di pregio. Le viti sono allevate a spalliera su suoli argillosi e calcareo-argillosi della Valle Versa e la raccolta delle uve è effettuata a mano, per preservarne l’integrità e la qualità. Colore giallo paglierino brillante, profumo ben pronunciato, fragranza di confettura di ribes, nocciola tostata e alloro sono le caratteristiche che da sempre connotano la cuvée di La Versa.

LA VERSA, 114 ANNI DI SPUMANTIZZAZIONE

Fondata nel 1905 dal deputato socialista Gabriele Luigi Montemartini e dall'ingegnere Cesare Gustavo Faravelli, nel febbraio 2017 la Cantina La Versa è stata acquistata da Terre d’Oltrepò, cooperativa vitivinicola che raggruppa circa 800 soci, in cordata con Cavit, già leader nella produzione di vini in Trentino. In passato La Versa ha svolto un ruolo di primo piano nel sostegno alla cultura e allo sport, sponsorizzando, tra gli altri, il Teatro alla Scala di Milano, il Sistina di Roma, il Giro d’Italia e il Gran Premio d'Italia di Formula 1

Valle della Versa  0385 79.84.11
www.laversa.it info@laversa.it






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GARDA IN LOVE E JESOLO IN LOVE
UN BRINDISI ALL’AMORE CON IL CHIARETTO DI BARDOLINO


Il vino Rosa della riviera veneta del Garda è il vino ufficiale delle due manifestazioni dedicate agli innamorati. Per l’occasione il Consorzio ha creato una bottiglia di Chiaretto in edizione limitata


 Non poteva che essere il Chiaretto di Bardolino il vino ufficiale di Lago di Garda in Love e Jesolo in Love, quattro giorni dedicati agli innamorati in occasione di San Valentino. Da giovedì 14 a domenica 17 febbraio Garda, Peschiera del Garda, Castelnuovo del Garda, Lazise, Bardolino, Torri del Benaco e Jesolo ospiteranno una serie di eventi dedicati alla celebrazione dell’amore. Per l’occasione il Consorzio di Tutela Chiaretto e Bardolino ha creato una bottiglia speciale con l’etichetta dedicata all’evento. 
L’inaugurazione ufficiale di Lago di Garda in Love sarà a Bardolino, sul lungolago Lenotti, dove il 14 febbraio alle ore 11.00 si brinderà al sentimento più tenero con il Chiaretto. Sempre a Bardolino, davanti al Parco di Villa Carrara Bottagisio, durante tutti e quattro i giorni della manifestazione ci sarà Chiaretto in Love, un angolo tutto dedicato al rosé gardesano, aperto dalle 12.00 alle 19.00. Assieme al Chiaretto si potranno assaggiare i nodini d’amore del Pastificio Avesani e le sfogliatine di Villafranca. Sabato 16 febbraio, dalle 15.30 alle 16.30, ci sarà invece lo show cooking dedicato al radicchio di Verona IGP, guidato da Vanessa Lorenzetti, chef e terapista alimentare, e dal giornalista enogastronomico Angelo Peretti, che spiegherà come abbinare il Chiaretto con i piatti proposti. Alle 18.15 appuntamento con Soffi di Passione...in rosa, una cascata di coriandoli rosa che cadrà su Bardolino: le fortunate coppie che troveranno il coriandolo rosso con la scritta Chiaretto vinceranno la bottiglia appositamente creata per l’evento.
Anche a Garda ci sarà uno spazio tutto dedicato ai sapori del luogo: nel padiglione Vela del Cuore, aperto tutti i giorni dalle 12.00 alle 19.00, si potranno degustare assieme al Chiaretto il Risotto del Cuore con il Radicchio di Verona IGP e la Torta Sbrisolona al radicchio. Qui l’appuntamento con lo show cooking è per domenica 17 febbraio, quando lo chef Andrea Cesaro e Angelo Peretti spiegheranno come abbinare il Chiaretto al Radicchio di Verona IGP.


In piazza Calderini di Torri del Benaco, ad Un bacio lungo un minuto, in programma il giorno di San Valentino alle 18.00, gli innamorati potranno scambiarsi un lungo bacio nel cuore rosso allestito per l’occasione. Le prime cento coppie che si registreranno nel sito www.lagodigardainlove.it e che saranno presenti all’evento vinceranno la bottiglia di Chiaretto in edizione limitata.
Durante i quattro giorni di Lago di Garda in Love saranno inoltre messi in palio cento ingressi gratuiti per l’Anteprima del Chiaretto, in programma il 10 e 11 marzo a Lazise: oltre sessanta produttori presenteranno in anteprima l’annata 2018 del Chiaretto prodotto sulle due riviere del Garda, quella veneta e quella lombarda.
Il rosé di Bardolino è il vino ufficiale anche di Jesolo in Love, evento in programma dal 14 al 17 febbraio nella cittadina affacciata sull’Adriatico. Qui si potrà brindare all’amore con il Chiaretto direttamente sulla Terrazza d’Amore, posta su uno degli edifici più alti di Piazza Mazzini, che per l’evento ospiterà un grande cuore rosso.
“Siamo felici – spiega Franco Cristoforetti, Presidente del Consorzio Tutela del Chiaretto e del Bardolino – che il nostro Rosé sia il vino ufficiale di Lago di Garda in Love e Jesolo in Love. Il suo colore e i suoi profumi si adattano perfettamente a questa occasione. Inoltre i sei Comuni che aderiscono a Lago di Garda in Love sono anche parte della zona di produzione del Chiaretto”.  



GARDA IN LOVE - JESOLO IN LOVE

lagodigardainlove.it








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Valtènesi Chiaretto 

a San Valentino il "Déblocage



Fondazione Museo Diocesano di Brescia Via Gasparo da Salò

Il Valtènesi Chiaretto si prepara a tornare in tavola con il millesimo 2018, sul mercato come da disciplinare a partire dal giorno di San Valentino: l'apertura ufficiale della nuova vendemmia è in programma giovedì 14 febbraio, dal pomeriggio alle 18.00, al Museo Diocesano di Brescia con grande evento gratuito aperto al pubblico ed offerto alla città dal Consorzio Valtènesi.

Torna in tavola il Valtènesi Chiaretto: come da tradizione il Rosé della riviera bresciana del Garda si ripresenta sul mercato con la nuova annata 2018 nel giorno di San Valentino, proponendosi come ideale brindisi alla festa degli innamorati. Oltre due milioni di bottiglie sono pronte per l’ormai consueto lancio del 14 febbraio: l’uscita del nuovo millesimo sarà festeggiata quest’anno nella sede del Museo Diocesano di Brescia in via Gasparo da Salò, in un grande evento pubblico aperto a tutti i cittadini con ingresso gratuito. L’appuntamento a partire dalle 18 con l’apertura degli stand per la cerimonia del déblocage, che avverrà alle 18.15 - tutte le cantine partecipanti alla serata stapperanno in simultanea la prima bottiglia di Chiaretto dell’anno alla presenza del presidente del Consorzio Valtènesi Alessandro Luzzago. Dalle 18.30 via ai brindisi alla nuova annata con banco d’assaggio e degustazione di Risotto al Chiaretto.

“E’ un grande onore per noi poter presentare la nuova produzione di Chiaretto in una cornice di grande prestigio culturale ed artistico come il Museo Diocesano, nel complesso monumentale di San Giuseppe – afferma il presidente del Consorzio Valtènesi Alessandro Luzzago - L’obbiettivo è quello di portare un assaggio di eccellenza enologica e di grande tradizione del territorio gardesano nel cuore del centro storico di Brescia: da qui partirà la campagna di lancio di un prodotto che, dopo i grandi risultati dello scorso anno, sarà protagonista anche nel 2019 di numerose iniziative in tutta Italia”.

Il prossimo appuntamento è già fissato per il 10 e 11 marzo alla Dogana Veneta di Lazise, Verona con l’Anteprima del Chiaretto, un grande banco d’assaggio con la partecipazione congiunta dei produttori di Valtènesi Chiaretto e Chiaretto di Bardolino.“Torneremo a fare squadra per sottolineare la leadership del Garda nella produzione di vino Rosa – rimarca il presidente Luzzago -. La ricerca di sinergie ad ampio raggio è del resto ormai diventata il modus operandi del nostro Consorzio, come dimostra il Patto a sei per la promozione unitaria dei grandi Rosé italiani da uve autoctone che abbiamo sottoscritto con Bardolino, Chiaretto di Bardolino, Cerasuolo d’Abruzzo, Castel Del Monte, Salice Salentino e Cirò: un’alleanza che ha come primo obbiettivo la fondazione dell’Istituto del Vino Rosa Italiano”.



14 Febbraio h 18.00 - Fondazione Museo Diocesano Via Gasparo da Salò Brescia


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IL CHIARETTO CHE VERRÀ, 
LA PRE-ANTEPRIMA DELL’ANNATA 2018 
LUNEDÌ 10 DICEMBRE A BARDOLINO




Scopriremo un’insolita versione del Chiaretto di Bardolino. Lunedì 10 dicembre 2018 dalle 14.30 alle 19.30 il ristorante La Loggia Rambaldi di Bardolino ospiterà la prima edizione de Il Chiaretto che verrà, degustazione organizzata dal Consorzio Tutela del Chiaretto e del Bardolino per presentare il Rosé in vasca, prima dell’imbottigliamento.

“Da alcuni anni – ci dice Franco Cristoforetti, Presidente del Consorzio Tutela del Chiaretto e del Bardolino – siamo impegnati nel comunicare la longevità del Chiaretto di Bardolino attraverso degustazioni verticali che ne hanno dimostrato l’eccellente tenuta nel tempo. Crediamo tuttavia che vi sia un altro aspetto di grande fascino, ed è lo stato evolutivo del Chiaretto nei primi mesi dopo la fermentazione, quando il vino è ancora torbido e le note primarie di pompelmo rosa e albicocca sono molto intense. L’annata 2018 si preannuncia molto buona: abbiamo avuto una vendemmia equilibrata, capace di darci una gamma di profumi particolarmente intensa”.

La prima edizione dell’evento Il Chiaretto che verrà vedrà la partecipazione di circa quaranta cantine consortili e sarà l’occasione per verificare insieme ai produttori se l’annata ha rispettato le aspettative, oltre che una giornata in cui pubblico e operatori potranno conoscere una versione inedita del Chiaretto di Bardolino, che finora solo pochi fortunati hanno avuto l’occasione di degustare. Insieme con il nuovo Chiaretto del 2018 le aziende porteranno in degustazione anche il Chiaretto del 2017.

Il banco d’assaggio si inserisce in un fine settimana di celebrazioni per il Consorzio, che da sabato 8 a lunedì 10 dicembre festeggia il cinquantesimo anniversario della fondazione e che domenica 9 dicembre alle 17.30 inaugura a Bardolino la nuova sede di Villa Carrara Bottagisio.

Durante tutto il pomeriggio di lunedì 10 dicembre il ristorante La Loggia Rambaldi si trasformerà in un banco d’assaggio con degustazioni libere dei rosati del Consorzio e specialità gastronomiche gardesane. Il costo del calice per le degustazioni è di € 10 per l’intero e di € 5 per il ridotto, riservato ai soci delle associazioni di settore con tessera valida (Slow Food, Ais, Onav, Fisar, Fis, Scuola europea Sommelier).

L’ingresso è libero per i residenti nel Comune di Bardolino e per operatori di settore quali ristoranti, enoteche, distribuzioni, gastronomie e hotel.

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Baglio del Cristo di Campobello con Carmelo Bonetta


Saranno i 40 gradi che al nord straniscono, sarà questo grillo che sto degustando, sta di fatto che mentre scrivo ho idea di essere in Sicilia. 

Mi viene facile ripensare a qualche settimana fa, quando con Luigi Salvo siamo stati a trovare Carmelo Bonetta a Baglio del Cristo di Campobello, e come mi suggerisce Angelo Bonetta, a Campobello di Licata che non è Licata.


Sorrido ripensando a quel viaggio tra Agrigento e la Valle dei Templi, fino ad arrivare da uno straordinario viticoltore e negli anni diventato un caro amico. 

Carmelo è così, espressione della sua terra, delle sue viti delle sue vendemmie, del territorio.

Una bella realtà di vini, soprattutto per i bianchi, in una verticale da pelle d’oca, ricordo ancora il Grillo Lalùci 2006 intenso, minerale, agrumato, dentro al vino c’è la vita, le parole a volte sono superflue devi solo chiudere gli occhi e lasciarti trasportare dalle sensazioni e dai profumi di un vino che è lo specchio dell’anima di Carmelo

Mentre scrivo ho bisogno di un sorso di questo Grillo in purezza che mi appassiona. Un sorso che facilita anche lo scritto nei ricordi e nelle sensazioni, come durante la degustazione in cantina quando abbiamo assaggiato tutti i bianchi e tutte le tipologie di rosso, ogni anno con l'affinamento migliorati nel bouquet con profumi e note più intensi.

Carmelo non è solo il vignaiolo che quando arrivi in cantina ti presenta la sua gamma di vini, Carmelo vuole che tu sia parte dell'azienda, che tu possa respirare i profumi dell'uva tra i filari, dove tocchi con mano la terra nera, vulcanica, che subito dopo diventa calcarea quasi quarzata per la durezza siccitosa. E poi il profumo dei mosti e dei vini; solo così potrai capire cosa vuole dal Grillo, dal Nero d'Avola Lu Patri, dal Syrah Lusirà, dal Laudàri, l'Adènzia, il CDC cioè il Cristo di Campobello Rosso un blend di Nero d'Avola, Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah ma anche il CDC bianco con uve di razza come il Grillo, l'Insolia, Chardonnay e Catarratto e ancora con il CDC Rosato da uve di Nero d'Avola. Pensate soltanto alle etichette, alla cura nella scelta e il significato del velo Siciliano come creazione e segreto. Bellissimo !

L'immagine che più ho a cuore è quella di Domenico il fratello di Carmelo che qualche tempo fa purtroppo se n’è andato, è ritratto sui muri della sala di degustazione, in Cantina, e Carmelo continua a trasmettere il suo pensiero, il pensiero di una Famiglia vera, che lavora in vigna e in Cantina con determinazione per regalarci ad ogni sorso una piccola emozione



E’sempre difficile coinvolgervi in sensazioni provate e vissute, soprattutto durante la visita in una Cantina che trasmette entusiasmi e passioni come al Baglio del Cristo di Campobello, e pubblicate sulle pagine di una rivista, perchè la Sicilia è poesia nei paesaggi, nel mare, tra la gente, in mezzo alle vigne e nel vino.








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Il Fiano di Avellino CampoRe di Terredora - Una verticale da brivido 

Ho sempre avuto preferenze per i vini bianchi, siano fermi o bollicine, ed ogni volta che provavo a raccontare di come mi avesse entusiasmato quel bianco con qualche anno in più di affinamento mi sentivo dire che “ quelli sono i sentori di una lenta caduta”. 
Vi presenterò i miei sorseggi, sicuramente non tutti ma i più avvincenti. Nell'occasione in cui Paolo Mastroberardino ha presentato le eccellenze di Terredora, ha voluto sottolineare soprattutto il legame con il territorio - quello che i francesi chiamano terroir - addirittura per Paolo ha un valore più complesso, dove interagisce la filosofia del vignaiolo. 
Grandi vini bianchi d'Irpinia ed il Fiano di Avellino CampoRe, con terreni argillosi di origine vulcanica, clima mediterraneo e grandi escursioni termiche, questa è la collina di Lapio dove viene coltivato il vino bianco autoctono  di questa regione.

Ecco la annate di questa splendida verticale 2013 – 2011- 2010 – 2009 – 2008 – 2007

Il 2013 - Subito un bel naso di frutta matura poi mineralità e freschezza, aromi vegetali e salvia, sapido quasi salino, elegante con un finale lungo. Un vino importante.

Il 2011 - Naso evoluto, bouquet intenso, acacia fieno, note agrumate e di vaniglia, in bocca è morbido, fresco e di grande struttura.

Il 2010 - Al naso i frutti maturi arricchiscono la beva, il pompelmo e la pera emergono distinti, in bocca rimane un lieve sentore di miele e una piacevole nota di vaniglia, finale carico di sensazioni mediterranee

Il 2009 - 8 anni per un vino che ancora regala emozioni, il naso è quasi balsamico, frutti maturi e poi note petrolate, in bocca esplode la godibilità, è ricco di corpo, fresco ed elegante il finale è lungo con leggere note saline che lo impreziosiscono

Il 2008 - L’importanza di un vino ci viene data anche dal colore e questo Fiano è giallo dorato, con un naso pulito, complesso che ricorda idrocarburi, bucce di pompelmo lasciate nell’alcol, fieno. In bocca si esaltano le sensazioni nasali, spicca ancora la freschezza, la sapidità sulle labbra volge quasi al salino e ne impreziosisce il sorso con un finale lungo.


Il 2007 - E’ con rispetto che mi avvicino a questo vino, nel momento in cui stappo la bottiglia trovo il tappo in perfette condizioni, subito ci assale al naso il senso di pulizia e finezza, poi il colore giallo oro intenso, di nuovo al naso un leggero vanigliato poi agrumi e datteri, rimango piacevolmente sorpreso dai sentori intensi di miele poi albicocca. 



E’ il momento di berlo ed è allora che esplode in bocca, grande palato che riporta le note trovate al naso, anche un delicato rabarbaro, la vaniglia rilasciata da un legno di leggera tostatura. Il corpo è suadente e manda vampate africane grazie ai suoi 13 gradi,  nel finale lungo, una sensazione di caramello che si confonde con le mandorle. Lo definirei un vino Vulvanico, che da un senso di terroir ancora più intimo







www.terredora.com

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Ristoratori e tappo a vite, Il Diavolo e l'Acqua Santa


di Renato Rovetta

Perchè al ristorante non ci propongono vini con il tappo a vite? Semplice perchè al ristoratore non piacciono, perchè non lo ritengono poetico, probabilmente ritengono più poetico l'odore del tappo di sughero nel vino. 

Mi è capitato durante l'estate, per lavoro ma anche per piacere, di frequentare diversi  ristoranti e in alcuni di essi l'amara sorpresa del vino che sapeva di tappo, non appena chiedevo come mai non avessero una linea di vini con il tappo a vite, il famoso Stelvin, mi sentivo dire che ero uno sprovveduto, che non sapevo le differenze, molti si sono spinti a consigliarmi un corso per sommelier.

Credo invece che molti ristoratori siano rimasti legati ad un vecchio ricordo del tappo di sughero, e ancora più vecchi - mentalmente - perchè non si sanno adeguare alle esigenze di produttori e clienti; ma nemmeno vogliono tener a mente che basta fare un salto in Austria, in Germania, in Svizzera e pian piano anche la Francia con i suoi Reasling troveranno vini importanti con un bel tappo a vite.

Torniamo al ristoratore, è' lui che rabbrividisce se il produttore glielo propone, è lui che detta legge. Mi spiego: un produttore che fa poche bottiglie, ha la piacevolezza di venderle senza avere resi, ma quando una partita di tappi di sughero è contaminata, le bottiglie che sanno di tappo ritornano in cantina e il danno per un piccolo produttore può essere pesante ma con il tappo a vite questo problema non esiste più. 

Qualche anno fa - per uno studio - si è usato lo Stelvin sul "Clare Valley Semillon 1999", per un test durato ben dieci anni, e condotto dall' Australian Wine Research Institute bene, all'apertura delle bottiglie i numerosi degustatori internazionali hanno trovato un vino evoluto, importante senza nessuna ossidazione. 

Il tappo a vite diventerà sempre di più una garanzia per consumatori e produttori, ma questo quand'è che lo impareranno i ristoratori?



Questa è l'evoluzione del colore nei dieci anni di affinamento con il tappo a vite

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Ogni anno ci chiediamo quale sarà la filosofia del MWF, quest’anno abbiamo trovato enorme interesse nel mondo Bio e questa era la parola d’ordine

Più di 10 mila presenze tra visitatori, produttori e giornalisti al Merano WF 2017 non solo vetrina Internazionale di vini nel mondo nella città altoatesina, ma anche una grande selezione di vini e Aziende che saranno presentate nel corso dell’anno in diverse città italiane da Siena a Milano poi Catania ma anche Vienna con il tour europeo.

Il Merano WF si apre con un grande Convegno Naturae&Purae, il convegno ideato da Helmuth Köcher e Angelo Carrillo che ha ospitato esperti e interpreti del mondo del vino. La sperimentazione e la ricerca sono stati i punti essenziali dell’intervento di Attilio Scienza che insieme a Luca D’Attoma hanno sottolineato l’importanza della crescita della vendite dei vini Bio anche in funzione di un futuro della viticoltura che sarà sempre più rivolto all’informazione dei consumatori. Quest’anno – come già presentato nelle nostre anteprime dedicate al Merano WF – erano 104 le Cantine dedicate alla sezione Bio e Biodinamica

Il Mondo dei vini concentrato in una settimana carica di emozioni e - come si diceva - di Masterclass. Entusiasmante quella riservata ai vini campani, una dedicata alla Falanghina del Sannio con le annate storiche e l’altra con il Taurasi di Quintodecimo tenuta dal professore Luigi Moio

Oltre poi alla selezione dell’Union des Grands Crus de Bordeaux, poi champagne, i Focus sulle grandi annate dei vini di Valtellina con Mauro Giacomo Bertolli e Casimiro Maule e la verticale straordinaria di 8 annate dell’ Azienda Nino Negri, una Masterclass sullo Sfursat 5 Stelle “5 stelle Sfurzat di Valtellina DOCG” 2013-2011-2009-2007-2005-2003-1999-1997

L’Europa nel bicchiere con i vini degustati che arrivano da Francia, Germania, Austria, Spagna, Romania, Slovenia, Svizzera ma anche il Sud America con l’ Argentina

E’ stata una grande caccia alle eccellenze quella di Helmuth Köcher “The Wine Hunter “, non solo per i vini ma anche per la gastronomia, tra i migliori vini dell’evento The WineHunter Award Platinum il Trentino Ferrari F.lli Lunelli 
2011 Perle Rose Riserva Spumante Metodo Classico, per la Lombardia il Franciacorta 2012 Cabochon Brut DOCG Monte Rossa e lo Sfursat 5 Stelle DOCG 2011 Nino Negri e poi ancora Masciarelli, Quintodecimo, Gianfranco Fino, davvero una grande selezione.

Come vi dicevo tutto inizia al Merano WF ma continua nei mesi successivi. Sarà la volta di Milano dal 3 al 5 Marzo ad ospitare The Wine Hunter all’interno di Identità Golose, un’area dedicata a 80 aziende vitivinicole e distillerie che proporrà un percorso di degustazione dei prodotti premiati The WineHunter.

Come avete visto il Merano Wine Festival non termina quando chiude la manifestazione ma continua tutto l’anno e come dice Helmuth:

La visione assoluta per il futuro é quella di credere sempre di più nel potenziale del proprio territorio e puntare sulla qualità, nel rispetto della natura » 

Appuntamento quindi a Milano all’interno di Identità Golose per le degustazioni con The Wine Hunter, il prossimo 3 - 4 e 5 Marzo